I primi sette mesi in Valle del Mis

Capita che succedano cose belle, bellissime, quando ci si lascia scorrere nella vita con sorriso, ottimismo, bei pensieri.
Non è facile rispondere a chi ci chiede di spiegare come va, cosa facciamo, anche perché magari ci si concentra sulle cose pratiche, concrete, mentre invece tutto nasce e cresce grazie a persone, anime, energie, strane e diverse che si incontrano, si mescolano e si moltiplicano.

Ok si, però qualcosa dobbiamo provare a raccontarlo...
Siamo arrivati da Padova per passare giusto qualche mese in montagna con le capre, e invece... be', son successe un sacco di cose, tante che si fa fatica a raccontarle tutte senza lasciarsi per strada qualcosa.
Dovevamo stare qualche giorno a Laveder e poi spostarci a Stamere, in due casere in mezzo ai boschi. Siamo arrivati con capre, cani, umani, tenda, qualche attrezzo e poco altro. Già dal primo giorno è cominciato un piccolo miracolo di accoglienza, simpatia, attenzioni; ci sono stati offerti prati e boschi, fienili e stalle, un sacco di gente ci ha aperto le proprie case, ci ha fatto posto alla loro tavola, con generosità e curiosità. E da niente si è creato qualcosa che vediamo come una comunità, allargatissima, che prende tutta la Valle del Mis da Ren a Matiuz, scavalca le montagne e arriva lontano, in Germania, Francia, Scozia, America, ad abbracciare tanti amici che sono venuti a trovarci e dare una mano. Tutto ciò che è successo, sta succedendo e succederà è grazie a questa comunità, all'energia sprigionata dai piccoli e grandi aiuti di tante persone.

Laveder, dicevamo: alla fine siamo rimasti più di un mese, prima di trasferirci a Stamere, un paradiso in mezzo ai boschi, dove una volta andavano a raccogliere fieno per l'inverno. Comodità, pochine: un tetto sopra la testa, un paio di stufe per cucinare, una fontana. In circa due mesi, tanta vita, gente che passava e si fermava a chiacchierare e chiedere, incontri e volti, storie sentite e raccontate magari bevendo un caffè e un po' di latte. Intanto, si faceva fieno in giro per la valle, dove capitavano contatti e disponibilità, tanti che non siamo riusciti a stare dietro a tutti.
Dopo Stamere, qualche settimana a Renon, e anche lì begli incontri, bella gente; poi di nuovo giù, tra Selle e Laveder, con un bel po' di lavoro: si trattava di sistemarci per l’inverno in una casa chiusa da tempo, e sistemare le stalle per le capre, pensare alla legna, ai pascoli, al fieno, alle foglie per la lettiera. E le interminabili riunioni, la fatica e il piacere di ritrovarsi a parlare, discutere e decidere su questione pratiche, proporre e condividere idee o progetti per il futuro, come ad esempio l'orto, le galline, le api, gli affidi, i lavoretti artigianali. 

Per fortuna si trova sempre il tempo per coltivare i contatti con le belle persone passate di qua in questi mesi, con altri matti che stanno facendo cose straordinarie, e le amicizie con tutti quelli che qui intorno ci stanno dando un aiuto impagabile. E soprattutto per accogliere e ospitare come possiamo tutta la gente che passa di qua, che viene a conoscerci o che capita per caso, che torna a salutarci, e gli amici e i wwoofers che vengono su a dare una mano. 

Be', ora che abbiamo messo in fila tutte le cose fatte e successe, si fa quasi fatica a crederci, gira un po' la testa! Facile non è stato: molti di noi si son ritrovati a fare cose che non avevano mai fatto prima, a vivere in condizioni a cui non erano abituati, a condividere spazi e tempo con persone appena conosciute... c'è la fatica fisica, ma anche l'impegno a mettersi alla prova, a conoscere sé stessi e gli altri, a capire i limiti e le possibilità di ognuno, a superare i contrasti, a osservare ed imparare. Però il bello è che col tempo tutto avviene spontaneamente, sia nell'esprimere desideri, idee, bisogni, sia nel sostenere gli altri quando serve. 

Perchè soprattutto sentiamo forte quest'idea di condivisione e di comunità che non sappiamo bene ancora dove ci porterà, ma intanto il cammino, ragazzi, è uno spettacolo! 

MAGGIO - GIUGNO 2017: le novità dalle Selve Valle del Mis

Buongiorno a tutti! Dopo una bella mungitura solitaria all'alba​,​ ​tra ​canti di uccelli​ e risvegli tra i picchi imponenti ​nel quieto​ villaggio silenzioso di Laveder​...ve rode eh?!


Vegliati dal Cimònega

La fatica c'è stata e tanta, ma l'equilibrio sta arrivando. L'energia messa vien sempre restituita dalla bellezza del luogo e degli incontri che stiamo facendo quassù. Via andare, senza​ paure​,​ timori o chiusure. Come mai tutto ciò funziona si chiederà qualcuno? Dona ciò che hai, anche se ti sembra poco, anche se in questo momento hai solo la tua presenza o​ un lieve ​sorriso da dare e niente altro, donalo agli altri e a te stesso, ti tornerà indietro tutto e moltiplicato.​
Basta ​troppi ​calcoli di convenienza e sopravvivenza...pian pian​o​, ma ​funziona.

 
Paura di non avere stalla e pascoli? Paura della chiusura della gente di montagna? Paura delle istituzioni? Paura di non aver organizzato a sufficienza? Lanciati con testa e cuore e tutto succederà...
Ultima fermata Laveder
Lo sbarco transumanza Bresseo di Teolo - Laveder di Gosaldo sembra ormai lontano, 12 maggio, eppur così recente. La ​tettoia improvvisata all'inizio,​ e che funzionava ormai gran poco dato i violenti acquazzoni, dopo 2-3 ​fredde ​lavate notturne a cui le nostre imperterrite capre han ​stoicamente ​resistito, ora non serve più. Abbiamo un bel piccolo ​ricovero a casa di Ugo​ e parenti Laveder vari,​ con tanto di mangiatoia, che si apre su un grandissimo prato da brucare oltre che da tagliare, per riempire un fienile che sempre Ugo, nativo di Laveder, ci mette a disposizione.  
Rispolverando vecchi ricoveri...
E sempre lui ci presta la falciatrice per tagliare i prati lì attorno, ci supporta e ci fa bella compagnia quotidiana, raccontandoci molte storie incancellabili del passato e della sua infanzia tra questi pendii. Ed è così che dal nulla, senza saperlo, senza deciderlo e organizzarci prima, Laveder è improvvisamente diventato il nostro centro del mondo...
Il centro di Laveder

Accampati ai prati "Le vare", appena fuori Laveder, vista Cimònega

Gli ettari di pascoli da brucare e prati da fare fieno ormai non si contano più in tutta Gosaldo-Mis.
Andane profumate...
Spostamenti nel dominio dei boschi
Tutti qui tagliano i prati per tenere pulito e tener vivo quell'ultimo frammento di ricordo di vita passata, ma buttano via l'erba, perchè il fieno è molto fuori moda nella nostra civiltà del progresso spinto. Allora molti vorrebbero che andassimo a tenere puliti i pascoli, ormai sostituiti dal bosco per l'80%, e tu vorresti ridargli subito quei bei ricordi nostalgici della faticosa e sana vita di montagna fatta di prati e cura, fieno e animali, fatica e gioia e suoni naturali, ma con queste piccole energie non puoi far tutto. E poi va bene così, imparare a non sfruttare e spremere tutto, lasciare che il bosco e la natura un po' si riprenda quello che le è stato spremuto via negli ultimi 50 anni, troppo. Imparare a cercare un equilibrio migliore, buono per tutti, convivere con i selvatici che son tornati, lupo compreso. Impariamo a vivere sempre più e miglioriamo, per questo la vita è bella. La vita e la natura è miglioramento, graduale, imparando ad osservare e capire quali nostre personali scelte sono più opportune o meno, usando testa e cuore assieme. Ognuno in modo diverso dall'altro, nella sua tappa e diverso percorso di conoscenza, ma tutti nella medesima direzione. Più di uno si comincia a intuire che la direzione sembra essere una sola per tutti. E ognuno può trovare il suo percorso per poter non soffrire più.
Laveder verso forcella Franche
Dominare sfruttando tutto e tutti, seguendo inconsciamente l'istinto gerarchico animale di vita mia-morte tua, oggi è un modo di fare che sta cadendo fragorosamente. E quelli più deboli e timorosi che han lasciato fare per non esporsi, per paura, per comodità a volte, per pensare al proprio piccolo orticello-famiglia, oggi sanno che devono essere più forti e determinati nel difendere i più deboli, la natura, l'ambiente, i valori, nel distribuire equilibrio e benessere per tutti, anche quelli di là del globo. Perchè tutto in questa Terra, e meglio in questo universo sconosciuto, è straordinariamente connesso a ogni nostra singola scelta. 
Prati Le vare verso il Cimònega
Quella famosa piccolissima goccia nel mare, oggi come non mai si capisce come sia così importante e potente nel trasmettere bellezza, speranza, fiducia. E' importantissimo cominciare da noi, dalla nostra piccola forza, nel fare buone scelte per noi e gli altri insieme. Senza farci condizionare troppo dalle paure o dal modo in cui ci sembra (o ci fanno credere) il mondo stia andando o debba andare. Degli altri abbiamo sempre bisogno, sono il nostro specchio e la nostra forza, per imparare a migliorare noi stessi con ancora più decisione. Ma sempre presenti e serenamente concentrati sul nostro passo.

Questa è la piccola storia di come questa goccia buona sta contaminando un po' il mare...
Cimònega all'alba

Così qui ogni giorno sbuca qualcuno venuto per conoscerci e offrirci una bella parola, sostegno, prati e materiali.
Fatto sta che ci sono stati offerti un ricovero e pascoli a Laveder da Ugo che stiamo usando;
una grande stalla bella a Tiser, a 10 minuti a piedi da Laveder, in mezzo al bosco e senza strada, offerta da una persona di Marostica che neanche ci conosce, tramite il Florestano, che vive qua sotto e ha un agriturismo che è una perla, dove siamo stati invitati a pranzo con gli "avanzi" (meglio non descrivere la qualità e cura degli avanzi, preparati dal nostro collega contadino Matteo figlio di Florestano, che cucina con prodotti sani frutto di grande cura e rispetto);
Primo approccio al leggendario alpeggio Stamere
quella magica di Stamere in cui a breve ci sposteremo, grazie a Teresa, a Don Giovanni e alla spinta dell'Arcangelo che ci ha simpaticamente minacciato di "arrabbiarsi"  se non fossimo andati; quella piccolina della Teresa a Selle che pure ci offre pascoli, fienile e stalletta e ci guarda con speranza (abbiamo conosciuto la leggendaria Teresa, una donna splendida, grande dignità e cuore coraggioso); una stalla giù in località Ronch verso California, offerta da Giorgio, amico sempre del Florestano, in un posto bellissimo dicono, con pascoli enormi attorno, ancora da vedere; quella nuova e bella a Sagron di Sebastiano, dove ci trasferiremo a luglio, con gli estesi prati offerti dal vicinato. 
E poi ci hanno offerto pascoli e accoglienza i nostri vicini di Le Foche Maria (origini abruzzesi), Luciano, Carmen, Michela e Chiara, gli unici resistenti abitanti fissi qui attorno, Mario (immigrato per amore di origine modenese, ex ultimo residente fisso di Laveder) e Gabriella di Feltre e la loro amorevole accoglienza culinaria, Tiziano (emigrato in Svizzera che torna appena può...) e Nadia, che ci hanno aperto la porta varie volte, dato supporto materiale, regalato molta compagnia e mangiate conviviali, unguenti speciali e cura per uomini e animali, fatta di una gran bella energia potente, quella che può guarire il mondo; 
Tra i vecchi terrazzamenti e le forre a picco sulla valle
Marco dal Ticino (di origini contadine, un mix di Friuli e Lombardia) che ci dà i pascoli dietro casa sua così come Agostino e Susy (lei originaria di qui); Loredana ed Enrico, partita da qui molti anni fa e trasferita a Milano. Ci si fa compagnia e risate con gli amici di Maerne che spesso son qui, con chi passa passeggiando, con chi viene a visitare...E tutta un'allegra tumultuosa combricola che d'estate si trova a far bisboccia e simpatiche baruffe, che tanto alla fine chi vince è sempre la montagna, che se la rispetti non smette mai di donarti e amarti, insegnandoti a farlo con tutto e tutti.  

Vicini di "casa" di Ugo
E in primis la famiglia, parenti e affini di Massimo, per i pascoli e il prezioso supporto logistico di casa-cucina-focolare-divano-teaz-doccia-frigo-trasporti,ecceteraecceteraeccetera, da cui tutto è partito qui su, sebben partito si può sempre dire da prima ancora, e prima ancora, e prima ancora...che tanto il bene è contagioso e si trasmette in eterno a voler cercare un inizio, a voler partire da quando siamo nati e prima ancora da chi ci ha preparato il posto...che magari eravamo sempre noi? Chissà....e il Matteo, la Monica, la Elena, chi è giù alle Selve, chi ha reso possibile la transumanza e ci fornisce viveri, Cesare, Annalisa, chi ha salutato con il falò, Barbara e Michi-Jacopo famiglia, i Galli...sempre grazie a tutti. E chi mi dimentico ringraziamovici sempre, ripetendo che ognuno deve essere cosciente di quanto è prezioso. 
Le capre e i cani, gli alberi e gli elementi che abbiamo attorno, lo sanno già da sè e non smettono mai di essere bellezza, energia, forza, coraggio. Chi non vede la loro bellezza è perchè ancora sta specchiando i propri sentimenti, paure e tristezze: un cane cattivo, una montagna spietata, un albero pericoloso, esistono quando decidiamo che esistano. La sensazione è che il mondo sia sempre più quello che decidi e pensi che sia, a seconda di con che occhi guardi e con che pensieri pensi. Perfino le zecche, da tutti temute, fan parte di questo ambiente, e se lo accetti, può succedere che pur camminando e dormendo sui prati ogni giorno, te ne se attacchi una sola in un mese! 
E perfino la nostra capra intrattabile, Bacca, il nostro caso sociale animale, di cui probabilmente abbiamo reso un piacere a chi chi se n'è liberato, è diventata una forza di vitalità, simpatia, ha cominciato a lasciarsi avvicinare, nonchè ha cominciato a produrre tanto di quel latte che i padroni di prima non ci crederebbero....perchè noi non ne siamo padroni, ma solo attenti custodi.
Incontri mattutini

E poi c'è c​hi porta pane, chi inviti a pranzo, chi questo e quello, chi ci viene a visitare, chi ci paga il latte che insistiamo a regalare agli abitanti, e lo paga più di quello che lo trovi al supermercato... non ho fatto conti e non li farò mai, perchè so che mi è tornato indietro 100 volte quello che ho dato, e non si tratta di soldi. E so che anche se fossero soldi non li terrei mai più per me, non ne vale la pena di sentirsi così tanto potenti quanto sempre più soli...i miei soldi saranno sempre un bene comune, di una famiglia chiamata mondo. E chiedo solo perdono per questa parentesi che parla in prima persona. Non cercate di essere come chi scrive, a me funziona così, voi cercate di farla funzionare nella vostra crescita personale, calati nella vostra realtà, nel vostro piccolo prezioso passo evolutivo di miglioramento. Che tanto l'evoluzione è sempre stata e sempre sarà miglioramento.


Quindi,​ oltre a gestire le capre,​ a cui ci stiamo dedicando a pieno e da cui non si può mancare più di tanto, c'è sempre da far fieno (visto che le capre non possono stare dietro a tutti i pascoli offerti se non col rischio di vederle rotolare per i prati invece che camminare..) e riempire tutti i fienili che ci han dato...tanta roba, lo so, ma niente fretta, le occasioni ci saranno sempre, basta non perdere di vista la piccola cura e attenzione verso noi e quel che abbiamo attorno, senza correre a caso chissà dove, basta non voler strafare per pensare di creare chissà quale grande cosa, basta rimanere umili...basta lasciar fare alla vita, e lei ti guarisce capre e uomini, solo dando attenzione e serenità.

Serenamente al pascolo
Qui tutto procede a un ritmo bello, vien da accelerare per star dietro a tanta bellezza, invece no. Ti trovi alla sera quelle poche volte che qui non c'è più nessuno e capisci che questo è il ritmo, quello di saper fermarsi a guardare, contemplare la bellezza e lasciare fare alla vita senza correre dietro alla nostra mania onnipotente di controllo della vita, di accumulo, di redditività di quello che fai. Lavori 10-12 ore al giorno, arrivi a sera che non stai in piedi a volte, torni a dormire in tenda e fino alle 5 di mattina dormi come un sasso...e chi si è fermato anche solo un giorno si accorge di quanto c'è da essere presenti. Non guadagni soldi, eppure ti sembra di essere in vacanza, perchè questo sognavi. Una vacanza faticosa, ma la buona sana fatica è la strada che sembra davvero funzionare.

Presenze fuggevoli tra i boschi di Laveder

In tutta questa abbondanza speriamo una cosa, ma arriverà, anche senza cercarla tanto, basta volerlo e conoscere la realtà​...altri 2-3 pastori e contadini con cui poter lavorare assieme quotidianamente. E fare i pastori assieme vuol dire essere presenti tutti i giorni, almeno mezza giornata piena o alternandosi. Con il mitico Marco Gigante II° si rifletteva poco tempo fa proprio di ciò: se sei uno lavori per uno, se sei in due si lavora per tre, in 3 per 5 e così via. E allora si potrebbe davvero lavorare un po' meno tutti. Intanto si accetta la fatica iniziale e le giornate piene, si sapeva sarebbe stato così, ma cambierà e se non cambierà cambieremo noi, prima di perdere la serenità. E c'è Elena che sta provando e un "pochino" si sta appassionando...forse più che un pochino! Ma diamole tempo di capire e organizzarsi. Comunque, sia Elena che Matteo, come hanno provato a fermarsi qua un giorno intero ad aiutare, han capito i miracoli che possono succedere a restare fermi e presenti in tanta bellezza. C'è un mondo spettacolare, nascosto, che non vedi se non ti fermi a conoscerlo, eppure così vivo e appagante...senza andare lontano o correre tanto di qua e di là.

Il Cimònega da Le Foche
E' compito di chiunque passa qua di essere ancora più intelligente di quel che già si è stati in passato, di non mettersi al centro e di non chiudersi, di non essere rigido, di evolvere, di ringraziare, di portare avanti deciso valori, solidarietà, rispetto, di donare cura. E tutto succederà.


Un abbraccio, dalla magia di Le Foche - Laveder.





































MARZO 2017: le novità dalle Selve

Foto dell'anno: Fuggevolezza alle Selve (by Trilli)

Alle Selve tutto comincia a scorrere a un ritmo in cui pian piano prende forma una bella quotidianità, impegnativa, a volte faticosa, ma che sta muovendo energie positive. E come ogni nuovo inizio, come richiede la primavera alla Terra, come ogni rinascita, marzo ci ha richiesto maggiori sforzi per curare l'onda di vita che si è sparsa per questi campi. Ecco perchè la lunga assenza di aggiornamenti...

Energia che ci sta mettendo un po' a disagio e un po' più a nostro agio, e ben venga il disagio... segno di cambiamento, che se sappiamo cogliere e ci lasciamo invadere da ciò che ci porta, nel bene e nel male, ci fa crescere, ci arricchisce, ci dona la capacità di spingerci a migliorare e imparare ancora altro. 
Questo è stato marzo....

Alice, cuore bianco temerario (by LucaGi)

Con il febbrile arrivo delle caprette sbarcate nella stramba stalla delle Selve, con la novità di dover allattare ogni giorno queste buffe creature, col restare incantati e ognuno che partecipa scegliere quella che più lo rappresenta dandogli un nome e un carattere... Alice, Furia, Tintola, Ek, Coccola, Aria, Luna, Benedetta, Fiocco di neve, Scura, Bea, Susy, Giurgiza. Le 13 prime caprette delle Selve, ognuna molto diversa dall'altra per carattere e tratti fisici.

Con gli incontri sempre pieni di apprendimento con la Casa di Oreste, le immagini e le storie di bimbi in affido, le difficoltà, i dubbi, le paure che ancora ci bloccano a lasciarci invadere, e fanno sì che ancora molti di questi bimbi affollino le comunità di accoglienza, pur minori di 6 anni e pur contro ciò che la legge permette. Emergenza vera di cui ci stupiamo, che non si conosce, ma che ci parla in prima persona. Ciò che troviamo fuori è anche dentro, responsabili al 100%.

Taglio del fieno

Col sentire che certe energie cominciano davvero a mettersi in gioco, a crederci, a provarci, sostenute da un clima, una natura, un'onda che spinge forte e ci dice che nulla è perso, anzi. Basta volerlo.

Col cominciare a conoscere usi diversi, antiche tradizioni e modi di fare, lingue in disuso ma ancora vive di paesi ladini. Tra i boschi intricati e i ripidi pendii assolati della valle del Mis, tra gente che tenta di venirne fuori in qualche modo, a volte in modo scomposto, ma pur sempre a loro modo. E noi che torniamo coi piedi per terra per capire che la vita è anche fatica e non solo facile svago a pagamento.  


Così, lentamente, giornalmente, che quasi ancora a girare per questi terreni non vedevi nessuno, ti volti indietro e vedi che in soli 3 mesi tutto è cambiato, qualcosa di incredibilmente forte si è messo in movimento e lascia traccia di un bel cambiamento.
Soprattutto dentro di noi, ma molto anche fuori. Abbiamo un po' tremato a volte, non capivamo, ci fermavamo troppo a usare la mente, ma poi il cuore tornava a chiamarci per riportarci nelle reale faticosa bellezza di ciò che stava succedendo. 

Impariamo a regolare le nostre energie, prendiamo vera consapevolezza di quali sono, cadiamo ancora nell'idea lontana, sapendo che bisogna rialzarci per tornare più forti e coscienti di prima, cuore collegato e piedi ben saldi a terra.

Passare alle Selve oggi, a soli tre mesi, ha un effetto diverso da quello che aveva solo qualche mese fa, non più bello o più brutto. Un effetto di evoluzione. Certo, ci sarà una falsa pausa estiva, un riprendere fiato, un godere di una quotidianità di nuovo più calma e sorniona. Ma sarà, per chi lo vorrà, solo un silenzio necessario a far sedimentare le tante emozioni di questi mesi.

Marzo, mese pazzerello, di attesa del risveglio, in cui tutto può succedere. E chi pensava di trovarsi qui in questo strano modo? 

Marzo, che basta così a sè stesso, e che poi si vedrà e qualcos'altro di nuovo sarà.

(presentazione caprette in facebook https://www.facebook.com/leselvebenecomune/photos/pcb.434879083516664/434872670183972/?type=3&theater

FEBBRAIO 2017 Le novità dalle Selve


Alora ste cavare, rivale o no rivale?!

"Eccone una, all'attacco!..." - "Samà mona, so mi..."

 
Febbraio è stato un mese intenso e pieno di belle novità, clicca qui per vedere il resto dei nostri scontri incontri... http://leselvebenecomune.blogspot.it/p/blog-page_51.html


Pastelli al tramonto
Piccoli cambienti alle Selve

 23-28 FEBBRAIO : incontri col demonio
 Incredibile come in pochi giorni può capitarti di incrociare sulla tua strada così tanti demoniaci sguardi caprini. Quel che si leggeva nei loro occhi era il terrore per aver visto qualcosa di ancor più demoniaco di loro. La sfida è iniziata.
 
20-23 FEBBRAIO: strani movimenti tra le dolomiti Venete di confine

Nelle tranquille 97 frazioni del comune di Gosaldo (circa una famiglia per frazione, 600 abitanti e molti fantasmi) si sono visti girare due strani individui che per due giorni interi, incessantemente, hanno vagato per i deserti di  quelle montagne ad attaccare bottone con chiunque, dal sindaco al panettiere, passando per il falegname, il messo comunale, il contabile in pensione, il geometra, il boscaiolo ecc..
Samà e Cometa: dialoghi tra pastori molto inesperti
Con domande azzardate e sorrisi poco rassicuranti, il tranquillo torpore della cittadina bellunese è stato risvegliato e messo in allarme.
La sera, camminando sotto i silenziosi balconi chiusi delle case di Gosaldo, si potevano udire scattare le sicure dei vecchi fucili da caccia che da decenni riposavano all'ombra dei loro massicci armadi tarlati.


VENERDI' 17 FEBBRAIO: prima affollata riunione!
Grazie ad una serata dagli intensi temi scottanti, alle Selve sono accorse allarmate ben 7 persone dall'aspetto trafelato e preoccupato, per sincerarsi delle sorti del mondo.
I pilastri del nostro tramonto: M.te della Madonna - M.te Grande
Matteo e Monica, motori della comunicazione e dell'ipnosi mentale, hanno portato due giovani speranze: Alessio (che incredibilmente scopriremo essere figlio della dinastia Brandolese, genealogia umana che potrà guidare il mondo nel dopo Mordor) e Valeria (colei che saprà scovare tra le menti dei nuovi nati il prossimo Messia). Marco il Gigante II ha portato da Selvazzano la sicurezza di chi può farci da scudo in caso di soffiata. Cesare più solido del ferro non perde un colpo e marca instancabilmente una presenza dopo l'altra. Fabio resta incantato da tanta presenza, senza parole o con troppe parole, na via de mezzo mai.

Le enormi parabole nere di Samà
Non verrà svelato ai non presenti il risultato incredibile di tante menti al lavoro, fatto sta che tra una frittella, una patatina, un prosecco e un po' di baggianate per alleggerire la tensione di un incontro forse decisivo, la conquista del patrimonio dolomitico dell'Unesco sembra ormai l'unica via per garantire la sopravvivenza dell'umanità. Capre Diem.
Zara: la quiete della saggezza

Si pensava di non poter replicare tanta abbondanza... infatti riunione successiva 2 presenti, più lo spirito di Gengis Khan! Alti e bassi dello squilibrio schizofrenico Selve... prima della grande sorpresa... 2 marzo: si abbatte il record precedente! 9 presenti! Daje! (del resto pure google è schizofrenico, scrivo sempre con la stessa grandezza carattere, ma non è mai uguale alla volta prima! mah...va in mona google).
Terra che suda




Uno speciale buon augurio. Dedicato a Matteo

VENERDI' 3 FEBBRAIO: primo evento conviviale alle Selve!
Su preziosa spinta e volere del grande uomo comunicatore in arte Matteo, le Selve ha visto il battesimo delle relazioni sociali da che ha profonda coscienza di esistere. Nella mansarda comunitaria, chi seduto a terra, chi attorno al tavolino, la bella energia di Matteo, Massimo l'informatico tra i monti, Monica la tranquilla saggezza sudamericana che ne sà se ne sà, Renato che ci veglia e ci protegge con la siringa pronta, Gioele che sorride, Elisa che ci delizia di risotto alla zucca e calma, Fabio che non bada ad offrire comodità per farti sentire a tuo agio disagio...ha regalato a queste mura il primo evento accroccolo di buona compagnia. Tanta vita. Tra assurde sorridenti eppur serie conversazioni di esigenze e lussi caprini, improbabili istruzioni d'uso dell'animale, improbabili istruzioni d'uso di montanari Gosaldini, sognanti visioni di alpeggi, risultati di patate, presenze cornute oscure tra i boschi (bipedi e quadrupedi), cellulari del comunicatore sempre roventi, ipnotizzanti pasticcini di Monica Renato Gioele, e chissà che altro, la semplice serata è stata un grande tocco di bellezza regalata alle Selve.
Grazie alle verdure all'orzo alla zucca alla frutta seccata alle bombe frittelle ripiene alla torta salata alle sfoglie allo zenzero limone menta salvia, tutto sano o sanificante, alla mamma di Massimo e la sua cucina, a Samà cane forse pastore forse cinghialaio forse poltronaio, a Zara sempre salva per un pelo, a tutto a tutti il resto, sempre.


SABATO 4 FEBBRAIO: le Selve con lupi ed orsi
(presa dal web :) )

Le Selve, come pastori e coltivatori in divenire anche in montagna, ha partecipato alla presentazione di "Presenze Silenziose", mostra sul ritorno dei grandi carnivori nelle nostre belle Alpi (progetto Life WOLFAPLS https://www.facebook.com/lifewolfalps), organizzato da Dueville più Verde https://www.facebook.com/dueville.piu.verde e CAI Gruppo Grandi Carnivori.
Un incontro davvero bello, sereno, con persone piene di buona energia e volontà, per iniziare a comunicare e preparare al ritorno di questi preziosi animali (grazie a Davide, Nicola, Graziano per citare qualcuno). Dopo un nostro intervento, a fine incontro siamo stati invitati alla data del 24 febbraio sempre a Dueville, serata con dibattito tecnico gestionale, con la presenza della responsabile regionale del progetto (Sonia Calderola).
http://www.vicenzatoday.it/eventi/mostre/presenze-silenziose-ritorni-e-nuovi-arrivi-di-carnivori-delle-alpi-a-dueville.html 
Davide ci ha inoltre chiesto se saremmo disponibili in futuro a partecipare alla preparazione di altri incontri, visto le conoscenze anche in ambito pastorizia.
Ben felici di ciò, ci siamo messi a disposizione ad aiutare per ciò che ci è possibile
Il nostro approccio in montagna, oggi come camminatori, e quando sarà di pastori coltivatori, vuole essere di attenzione e convivenza per l'equilibrio di tutte le splendide creature che l'hanno sempre popolata. All'ambiente montano, che non può essere solo divertimento, svago, intensa invasione umana e produttività estrema, vogliamo portare rispetto e attenzione, verso tutte le forme di vita, pastori e lupi compresi. Lo sterminio avido provocato in passato, oggi in Italia lo paghiamo con l'abbandono e lo spopolamento dei bellissimi preziosi territori montani considerati marginali. Sarà sempre così se non cambiamo modo di fare. Se lanci un sasso davanti a te, questo fa il giro del mondo e ti colpisce alle spalle. Vogliamo tornare in montagna facendo tesoro di questa lezione.
Speriamo di poter dare un contributo, in ogni caso auguri lupo e complimenti a tutti per il gran lavoro che state facendo.

LUNEDI' 6 FEBBRAIO: Matteo sbarca improvviso e magicamente alle Selve, le vele del ricovero stalla sono alzate!
Work in progress by LucaG

Grazie a una telepatica improvvisata di Matteo, il giorno dopo la conclusione del montaggio della struttura del ricovero, il telo del tetto è issato con corde e tiranti! Vento in poppa! 


MERCOLEDI' 8 FEBBRAIO: il pettirosso 
Dall'8, dopo le tanto attese piogge, la mattina alle 6.30 il risveglio silenzioso delle Selve è deliziato dal primo canto primaverile. Il pettirosso ogni mattina ci annuncia la sua presenza e compagnia. Grande.

VENERDI' 10 FEBBRAIO: passeggeri in cammino 
Son venuti a trovarci i cari vecchi Elena la bioedile madonnara e Marco "mi no vojo conosser nessun" ma conosse tutti, la terribile ispettrice WWOOF Nicoletta "memoria di ferro" maestra spirituale di public relation, i vicini di terra Almaterra con Mattia e Leon. Grazie della vostra presenza!

VENERDI' 10 FEBBRAIO: corso di preparazione conoscenza degli affidi familiari
La sera corsa in moto verso Montà per partecipare al corso di preparazione agli affidi familiari. Un altro momento intenso ricco di gente e di grande energia, con Michela e Roberta testimoni di storie e delle loro scelte coraggiose: affido di neonati non riconosciuti in ospedale a causa delle loro disabilità gravi. Bimbi poi rifioriti che han recuperato di gran lunga le loro disabilità. O l'invasione non accettata di un affido di 5 anni che ha messo in discussione la propria capacità di accogliere e non essere chiusi al mondo; superata e vinta con grande ritorno per sè stessi. E molto altro.   
Metterci il cuore e la fatica può fare miracoli e donare altrettanta vita a chi lo fa.